Paperblog
Visualizzazione post con etichetta cambiamenti climatici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cambiamenti climatici. Mostra tutti i post

martedì 3 agosto 2010

Il clima bolle, Cancun è già in cammino. Si può ancora salvare il pianeta?



Dopo le recentissime e terribili alluvioni in Cina, dove tuttora risulta difficile contare con certezza i morti, dispersi e gli sfollati, è la volta del Pakistan. Il monsone ha investito il Nord Est del paese trascinando con sé villaggi, ponti, case compiendo una strage: 800 morti circa.Le piogge non risparmiano l’Europa, l’Artico si riscalda e la canicola sta devastando
la Russia. Il clima cambia più velocemente di ogni previsione.




Staremo ancora a guardare come se fosse una fatalità inevitabile?

Vogliamo salvare il pianeta, oppure no?

A Bonn, il 2 agosto sono cominciati i lavori di una conferenza preliminare alla grande conferenza delle Nazioni Unite di Cancun, in Messico, che dal 29 novembre al 10 dicembre prossimi dovrebbe portare il mondo ad un accordo globale sul clima per rispondere al protocollo di Kyoto. Le speranze sono deboli. I comportamenti dei potenti e i tristi risultati della Conferenza di Copenhagen sul clima non lasciano molto spazio all’ottimismo.



In Germania dei gruppi appositamente istituiti sono al lavoro per trovare un terreno d’incontro tra i bisogni del paesi in via di sviluppo, le politiche delle grandi potenze e le esigenze del pianeta. Difficile… Le divisioni sono anche all’interno degli stessi gruppi.

“Ad ottobre, il Consiglio dei ministri dell'ambiente dell’Unione Europea, dovrebbe aprire un confronto sul possibile cambio dell'obiettivo di riduzione dei gas serra, dal 20% al 30% entro il 2020, ma sappiamo che almeno ad oggi non c'è unità di intenti: a favore Francia, Germania e Gran Bretagna e nel gruppo dei contrari, guarda caso figura l'Italia.” (Greenreport, Livorno 2 agosto 2010).




Mai come ora non bisogna abbassare la guardia. La mobilitazione internazionale di massa per la conferenza delle Nazioni Unite sul clima a Copenhagen era stata eccezionale, saremo capaci di ricominciare per Cancun?



La mobilitazione è per la Terra!




venerdì 30 aprile 2010

Salviamo il Pianeta dai rifiuti per difendere la nostra salute

I rifiuti sono da anni al centro di discussioni e scontri a livello internazionale ed europeo.

Il primo problema che ci si trova a dover affrontare è la loro costante ed abnorme fabbricazione.

Ogni anno soltanto in Europa sono prodotti circa 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti, di cui 40 milioni di tonnellate di natura pericolosa. Con l'aumento della ricchezza e del benessere, dagli anni 90, nei paesi occidentali, è cresciuta anche la produzione dei rifiuti.


Ci siamo mai fermati a pensare che la scarsa attenzione che nel quotidiano mettiamo nello smaltimento dei rifiuti si ripercuote sulla nostra salute?

L'allarme viene da alcuni illustri medici e pediatri che richiamano l'attenzione sullo stretto collegamento che c'è tra l'ambiente in cui viviamo e la nostra salute, puntando i riflettori in particolar modo su chi vive in prossimità delle discariche e degli inceneritori, su cui si accumulano nuovi fattori di rischio per la salute ancora troppo spesso ignorati. Riflessione ovvia e condivisibile a pieno, ma spesso sottovalutata e dimenticata.

Fatto il possibile dal lato della prevenzione, attraverso l'attuazione di una serie di interventi legislativi volti a identificare obiettivi e stabilire incentivi insieme ad iniziative di vendita dei prodotti alla spina o con vuoto a rendere, di riduzione degli imballaggi (non sono rari i casi in cui l'imballaggio è più pesante e voluminoso dell'oggetto che contiene), occorre poi passare alla raccolta differenziata.
La corretta gestione dei rifiuti è quella che ha come obiettivo la riduzione della quantità dei materiali da portare allo smaltimento finale.

Greenpeace propone una strategia codiddetta delle "Erre": Riduzione alla fonte, Riutilizzo/Riuso, Raccolta differenziata porta a porta, Riciclo/Recupero dei materiali.

Solo controllando le alterazioni dell’ambiente
si possono evitare le malattie da inquinamento:
la salvaguardia della salute deve passare attraverso la salvaguardia dell’ambiente.



domenica 18 aprile 2010

Un clima sano per i nostri figli domani? La mozione anti Kyoto dei senatori del PDL rimanda l’Italia in coda dei paesi evoluti


Un triste documento, di cui buona parte degli italiani si vergogna, porta la firma del senatore Antonio D’Alì. L’obbiettivo? Rimandare nel dimenticatoio la lotta contro il riscaldamento climatico, Global Warming, riconsiderare l’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) e l’Accordo Europeo sul 20-20-20. Così, l’Italia ha approvato il 14 aprile scorso, con 137 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto, la mozione del senatore del PDL appoggiato dai suoi colleghi dello stesso partito, Valerio Carrara, Andrea Fluttero, Cosimo Izzo, Vincenco Nespoli, Guido Possa, Cosimo Sibilia, Sergio Vetrella, Guido Viceconte.

L’Italia retrocede mentre una coscienza mondiale continua a svilupparsi nei paesi industrializzati (la mobilitazione mondiale per la Conferenza di Copenhagen è un esempio clamoroso anche se i risultati non sono stati quelli attesi), ma anche nei cosiddetti paesi in via di sviluppo o nei paesi emergenti, con sacrifici ed impegni.

La sirenetta, simbolo di Copenhagen, che sembra triste dopo il fallimento della Conferenza


A Nairobi, si è appena conclusa la Conferenza dei ministri responsabili dei servizi meteorologici in Africa, convocata dall’Unione Africana. Al termine, è stata sottoscritta un'importante Dichiarazione che coinvolge i 52 paesi firmatari. Per la prima volta il continente africano, nonostante i suoi enormi problemi, ha espresso una maturità esemplare nel decidere di mettere in atto delle politiche per individuare strategie comuni, “condividere conoscenze, tecnologie e informazioni al fine di rafforzare il ruolo dei servizi meteorologici nell’ambito delle politiche governative e delle iniziative atte a mitigare gli impatti negativi degli eventi climatici e del surriscaldamento globale del pianeta”


Babobab. Senegal

http://perfettaletizia.blogspot.com/2010/04/vertice-del-clima-nairobi-il-continente.html

E’ stato anche deciso la creazione di un organismo di alto livello intergovernativo, l’AMCOMET, African Ministerial Conference on Meteorology.


L'amico Ibou - Senegal


In nome di un pseudo rilancio dell’economia, i senatori del PDL aderiscono alla corrente negazionista. Questa, nata da un piccolo gruppo statunitense, è sostenuta a tutti gli effetti da grossi interessi finanzieri. La corrente negazionista si è estesa ad altri paesi dove gli stessi attori subdoli agiscono, dietro le quinte, tramite gruppi di pressione. I negazionisti che affermano che il clima non è così cambiato e che il pericolo non esiste, si preoccupano, non della salute del Pianeta Terra e dei suoi abitanti, ma dei loro profitti che rischiano di essere seriamente ridotti se si rafforza la presa di coscienza collettiva e la conseguente spinta dell’opinion pubblica sui governi del mondo..


Il tornado Kathleen


In Francia, la corrente negazionista, campeggiata dallo scienziato Claude Allegre, è stata recentemente ridicolizzata dalle analisi serie da ricercatori impegnati e responsabili. Leggete nel link che segue l’interessante critica del libro di Claude Allègre e Dominique de Montvalon, L'imposture climatique o la fausse écologie, Plon, 2010.

http://medias.lemonde.fr//mmpub/edt/doc/20100409/1331160_3400_allegre6avril.pdf

In tanti incontri e mini conferenze, si cerca oggi e domani a trovare accordi minimi per spianare la strada che conduce alla Conferenza mondiale di Cancun (Messico) a novembre. Le difficoltà sono tante, rispettare e far combaciare i bisogni di tutti è un esercizio di alto equilibrismo.


chicchi di grandine- agosto 2009 - Bettola (PC)


La conferenza di Bonn (Germania) chiusi una settimana fa lo dimostra. Altri gruppi di lavoro riuniranno esperti dei vari paesi per arrivare meglio preparati all’incontro risolutivo che dovrebbe dimostrare che il mondo ha scelto la strada della ragione e non dell’autodistruzione.


processo di desertificazione in Mauritania


«Le Conferenza Onu sui cambiamenti climatici di Cancun dovrà fare ciò che Copenaghen non ha fatto, ha detto Yvo de Boer, deve portare a termine un progetto funzionante per rilanciare a livello mondiale l'azione per il clima, in modo trasversale, in particolare nei Paesi in via di sviluppo. In particolare, i negoziati quest'anno devono concludersi sugli obiettivi di mitigazione e di azione, su un pacchetto in materia di adattamento, su un meccanismo per le nuove tecnologie, sugli accordi finanziari, su come affrontare la deforestazione, e su un quadro di capacity-building. E' arrivato il momento. Dobbiamo realizzare una guida politica adeguata per il dove e quando intervenire».

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=4318


tornado sopra l'ospedale di Lecce - ottobre 2008


Che sia impossibile fare delle affermazioni esatte sui rischi che incorriamo tutti se non prendiamo urgentemente alcune misure drastiche per ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera è evidente. Ci vuole prudenza e riflessione nel produrre dei dati che possono sempre essere contestabili. Le previsioni non offrono garanzie assolute, ma i dati attuali conosciuti e gli scombussolamenti odierni del Pianeta, sotto tutte le latitudini, estremamente violenti e soprattutto ravvicinati come mai lo sono stati, sono davanti agli occhi di tutti.


fenomeni climatici - Stati Uniti


Ci lasceremo ancora ingannare e condurre come pecore, senza reagire? Vogliamo diventare solo le ombre di noi stessi?



Le contraddizioni non mancano nella posizione dell’Italia nei confronti del clima. Recentemente il Presidente del Consiglio italiano ha firmato a Parigi, col Presidente della Repubblica francese, un accordo che mira a definire delle politiche economiche da intraprendere nei confronti di quei paesi che non rispettano gli accordi internazionali sul clima.

La loro lettera è stata inviata al Presidente della Commissione europea Juan Manuel Barroso. Nella lettera, (pubblicata integralmente sul giornale on line Clandestino Web) si chiede di istituire una “compensazione finanziaria” nei confronti dei prodotti provenienti da paesi che continuano a produrre i propri beni senza curarsi più di tanto delle emissioni di CO2. Allora, cosa significa quell’exploit dei senatori del PDL? Si veda Ecoblog.it

http://www.ecoblog.it/post/10271/parlamento-brutte-notizie-per-clima-e-caccia-ok-alla-mozione-anti-kyoto-e-alla-caccia-no-limits



Stranezze della politica? Ma questa non è vera politica, semmai è vile politica. Cosa succederà domani? Non bisogna arrendersi. La lotta per la difesa del pianeta riguarda tutti noi . E’ lotta per la vita e la dignità. E’ rispetto del futuro dei nostri figli. E' il compito di ogni cittadino responsabile.

Amanda Castello


Tupak e Ricardo. Quale futuro?

lunedì 5 aprile 2010

Aumenta il rischio di estinzione di molti animali, l’orso bianco e la foca nelle zone Artiche



Orso polare - Spitzberg


A Doha, capitale del Qatar, si è tenuta alla fine del mese di marzo, la Conferenza sulle specie animali minacciate dal commercio internazionale. Trattasi di una conferenza mondiale sugli animali che rischiano di scomparire dal Pianeta per essere principalmente oggetto di business. Non è la prima volta che se ne parla, lo sanno tutti, le istituzioni internazionali, i governi e i cittadini, ma le misure prese sono assolutamente insufficienti.

Tra gli animali in pericolo: l'orso polare e la foca.



cucciolo di foca - Spizberg

Durante la conferenza si è lavorato sul futuro di varie specie in pericolo a causa del commercio, da un lato (ad esempio quello dell’avorio che mette a rischio gli elefanti) dei cambiamenti climatici, dall’altro e, infine, dell’inquinamento.


In un articolo pubblicato su Repubblica del 21 marzo scorso, Carlo Ciavoni scrive:

"Stando ai dati della lista rossa dell'IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) l'orso polare è considerato globalmente vulnerabile (cioè il 3° livello di minaccia su 5). La popolazione complessiva è di 20-25.000 individui, ma si prevede che nei prossimi 40-50 anni ci sarà un crollo tra il 30 e il 50%."

"All'origine - dice Piero Genovesi, ricercatore dell'Ispra, l'ente pubblico per la ricerca ambientale - c'è essenzialmente la costante riduzione della calotta polare, che si prevede possa scomparire nei prossimi 100 anni"(…). "Ma c'è anche l'inquinamento - ha aggiunto Genovesi, che è anche vice presidente dell'Associazione Internazionale di Ricerca e Conservazione degli Orsi - a minacciare questa specie che, essendo alla sommità della catena alimentare, mostra da tempo i segni dell'accumulo dei fattori inquinanti."


Non basta - ha detto ancora il ricercatore - lo scioglimento dei ghiacci sta di fatto riaprendo rotte commerciali navigabili nel Nord, che potranno avere effetti disastrosi sulla vita degli orsi, distruggendo ancora di più la calotta di ghiaccio, dove gli animali si muovono. Tutto questo sta inoltre aumentando le occasioni di incontro dell'uomo con gli orsi, obbligati a trascorrere più tempo sulla terraferma".

orso polare alla ricerca di cibo - Spizberg


Il Canada si è opposto alla proibizione della caccia agli orsi polari. Una quota di caccia è autorizzata per i Nativi, Inuit che vivono nel Nunavik, territorio indipendente, e che utilizzano il prodotto della caccia per la loro sussistenza. Gli Inuit sanno quando si può cacciare, quale animale può essere ucciso e cacciano solo la quantità necessaria alla vita della comunità. La caccia è un atto serio e responsabile che va compiuto con rispetto per la vita. Le cerimonie che precedono la caccia sono celebrate per consolidare l’unità del gruppo dei cacciatori, rafforzare lo spirito e l’interesse comune, ricordare che l’animale è sacro e va ucciso correttamente, rispettando e ringraziando per il dono della vita che egli fa alla comunità umana.


zampa di orso polare - Spizberg museo Ny-Alesund


Purtroppo, però, molte licenze sono date a società di caccia, ad individui senza scrupoli che vengono a cacciare l’orso per sport. Credono forse di affermare valore e coraggio, ma quando si conosce il tipo di armamentario altamente sofisticato che permette di abbattere un orso senza il minimo pericolo, non si può certo parlare di coraggio, ma piuttosto di vigliaccheria. Un’uccisione gratuita ed inutile, un gesto vile ed irresponsabile.

Lo è anche il commercio delle pellicce degli animali uccisi e degli oggetti confezionati per i turisti, inconsapevoli e irresponsabili che partecipano così al mantenimento dell’industria della caccia all’orso e alle foche.


Spizberg

Anche l’inquinamento è responsabile della possibile estinzione dell’orso bianco e delle foche, come spiega bene Pietro Genovesi.


Risulta estremamente difficile intravedere una foca. Sono molto impaurite dagli attegiamenti ostili dell'essere umano

L’aumento di certe sostanze chimiche nelle acque dell’Artico sta portando delle trasformazioni gravi anche a livello della riproduzione. L’aumento dell'infertilità di certe specie animali si sta ormai verificando anche a livello umano. Studi fatti da associazioni di Nativi dei popoli del Circolo Polare Artico hanno allertato l’opinione pubblica mondiale sulla riduzione delle nascite a causa dell’inquinamento. L’alimentazione di questi popoli dipende dalla pesca e dalla caccia in quelle zone, quindi…

Molti studi sono in corso per conoscere lo stato di salute degli orsi polari, le loro abitudini, i loro spostamenti, gli accoppiamenti, le nascite e la soppravivenza dei piccoli.



Cattura orso polare per mettergli una trasmittente e procedere ai controlli di salute - Spizberg museo Ny-Alesund

Il Canada, ancora una volta al centro delle polemiche per il rifiuto di mettere un termine al massacro delle piccole foche, si è visto costretto quest’anno a sospendere i permessi di caccia a causa della moria dei cuccioli. La causa? Si sta ancora studiando, ma sembra che il riscaldamento globale ne sia la ragione principale. Le lastre di ghiaccio sono troppo sottili, i piccoli scivolano troppo presto in acqua e sono facile bottino dei loro predatori naturali.


Spizberg

Il mondo continua a chiudersi gli occhi, le orecchie e la bocca. La non curanza e l’indifferenza fanno accelerare il processo di estinzione. Vogliamo poter vedere gli orsi polari solo nei musei? E' quello che vedranno i nostri figli domani: orsi polari imbalsamati...



Spizberg museo di Barentsburg

Svegliamoci! Impariamo dai musei, certamente, ma per salvare la vita!


Spizberg museo Ny-Alesund


Non è più bello poter osservare questa famiglia di orsi polari liberi nello Spitzberg? Lì la caccia è proibita, ma il riscaldamento climatico costringe questi stupendi animali a cercare disperatamente da mangiare. Con la mancanza di ghiaccio, scompaiono le foche. Gli orsi polari non riescono a sopravvivere nutrendosi solo con uova di uccelli! Alcuni muiono di fame, altri affogano perchè il ghiaccio non c'è e devono nuotare senza poter fermarsi tra un isolotto di ghiaccio e l'altro.

Tutto è equilibrio nella natura, è importante salvaguardarlo.

Spizberg

lunedì 22 marzo 2010

Oggi, 22 marzo 2010, Giornata Mondiale dell’Acqua

Nel 1993, le Nazioni Unite hanno deciso di istituire una Giornata Mondiale dell'Acqua per sensibilizzare il Pianeta e i suoi abitanti sul valore del’acqua, risorsa vitale e dalla quale, sempre di più, una grande parte dell’umanità si vede privata.

In molte zone della terra, chiamate con un’etichetta che sembra tenerci ad una distanza di sicurezza “paesi sotto sviluppati” (ma a causa di chi o di che?), sempre più bambini muoiono per la mancanza d’acqua, molte malattie si sviluppano per lo stesso motivo, la nature muore, l’agricoltura muore, gli animali muoiono!

Nei paesi industrializzati (anche qui la definizione dovrebbe essere ripresa ed analizzata con parametri etici e non solo in termini economici)invece, lo spreco dell’acqua è inverosimile.

Nei paesi “in via di sviluppo”, dove i modelli economici in atto favoriscono la crescita di una classe privilegiata a discapito della popolazione (India e Cina per citare solo due tra i più nominati in occasione della Conferenza di Copenhagen), lo spreco e la dispersione per mancanza di un’educazione e di una coscienza collettiva fa crescere la miseria.

La desertificazione aumenta in modo inarrestabile (vedi la recente tempesta di sabbia in Cina), desolazione dell’Africa con conseguente aumento dei così detti “rifugiati climatici”.


Senza acqua non c’è vita!

Circa 1,4 miliardi di persone nel mondo non ha acqua potabile a sufficienza, 1 miliardo beve acqua non sicura, 3,4 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie trasmesse dall'acqua.

(…) “secondo i dati Onu, entro il 2025, 1 miliardo e 800mila persone vivranno in gravi difficoltà, in regioni del mondo carenti di acqua. (…) 1 miliardo e 600mila persone vivono in Paesi dove l’accesso all’acqua è difficile per scarsità di fondi e infrastrutture,” scrive Roberta Valenzano su BariMia info.

E’ fondamentale capire che questa risorsa non è inesauribile e che va protetta.
Nella Giornata Mondiale dell'Acqua, il Forum italiano dei movimenti per l'acqua ha indetto una manifestazione nazionale contro la privatizzazione dell’acqua.

Erri De Luca ha scritto, “Privatizzare l’acqua sarebbe come privatizzare le nuvole”. Pagheremo un giorno anche l’aria che respiriamo? Pagheremo in funzione della quantità? Della qualità?
La qualità dell’acqua è al centro della campagna della Giornata Mondiale dell’Acqua delle Nazioni Unite.
Il moto di sensibilizzazione di tutti è Clean Water for a Healthy World, cioè Acque pulite per un mondo sano.

Cosa fare? Tenere puliti in fiumi. Smettere di considerare tutti i corsi d’acqua luoghi di spazzatura per veleni, residui, plastica ed altro. Investire per una corretta politica di depurazione delle acque, controlli perché non possa ripetersi drammi ecologici presto dimenticati come la marea nera del Po’.

Siamo tutti corresponsabili del Pianeta e di quello che gli facciamo subire.
L’acqua è parte integrante del discorso CLIMA.

A lato delle iniziative dei governi del mondo, ci sono le iniziative piccole ed individuali di ognuno di noi come membri coscienti e rispettosi della nostra terra.
Anche tu puoi farlo!
Anche tu lo puoi insegnare ai tuoi figli!
Ma forse sono loro che te lo possono fare capire…

Risparmiare l’acqua è possibile!
Gli Italiani sono grandi consumatori d'acqua, purtroppo!
Consumiamo 215 litri di acqua al giorno, 80 volte il reale fabbisogno!!!
Il 28% finisce nello sciacquone, il 23% è usato per l'igiene personale, il 14% per lavaggio (vestiti, biancheria, piatti e pentole); il 14% nelle annaffiature; il 13% per usi di cucina (cottura); l'8% in perdite di impianti.

Tenendo il rubinetto aperto quando ti lavi i denti consumi 14 litri d'acqua! Prova a mettere l'acqua nel bicchiere e tieni chiuso il più possibile il rubinetto.

Installa su ogni rubinetto di casa un frangi - getto che trovi al supermercato: risparmi fino al 50% la quantità di acqua emessa.

Riempiendo una vasca per fare il bagno, consumi 150 litri di acqua! Meglio scegliere la doccia.

Cominciamo oggi a custodire una risorsa preziosa per noi e per il futuro di tutti!

Amanda Castello

venerdì 19 marzo 2010

Clima impazzito? Cosa facciamo?

Da dove vengono i nomi delle tempeste?

Sappiamo tutti che tempeste, tornadi, cicloni hanno dei nomi, a volte femminili, altri maschili. Caterina, Xynthia, Hanna, Gustav, Ike, ecc...
Nomi dolci per fenomeni terrificanti.

Chi da il nome? Gli scienziati? No.


Chiunque, in teoria, potrebbe voler battezzare un fenomeno climatico devastante con il nome del proprio amore, del proprio figlio/a.

A qualche condizione...


Sembra che l'idea sia venuta ad una raggazza iscritta all'Università di Berlino nel 1954.

Dopo identificazione a base di numeri e sigle, propose all'Istituto di Meteorologia della sua Università di dare un nome proprio a questi terribili fenomeni metereologici.


Da allora il “diritto” di dare un nome spetta all’Istituto, che dal 2002 consente a tutti di sceglierne uno, come scrive il sito online slate.fr. Chiunque può, prima che arrivi la tempesta o anche dopo se non ha ancora nome, decidere di "adottarla" e di battezzarla.


Resti lasciati dall'uragano Xynthia in Francia

La procedura da seguire è esaminare l'elenco delle tempeste, vedere se ce ne sono di "libere", scegliere un nome in base a determinati criteri, pagare l'importo corrispondente (199 euro per una depressione, di più per un anticiclone). Alcune adozioni finiscono pure su eBay.

Due le restrizioni: per le tempeste, il genere maschile e femminile si alternano tra anno pari o dispari; le depressioni, invece, hanno sempre nomi femminili. Ogni anno la prima tempesta comincia con una A e, procedendo in ordine alfabetico, arrivati alla Z si riparte.

Curioso, vero?

Usanze simpatiche a parte, ciò che sta succedendo al nostro Pianeta ultimamente è un fenomeno davvero preoccupante.

Alluvione a Madera - Portogallo

I terremoti, gli uragani, le tempeste ci sono sempre stati, fanno parte della storia dell'umanità, ma non si sono mai verificati con tale violenza, con tanta intensità e ripetitività.

Il cambiamento del clima diventa veloce, incontrollabile e noi ce ne preccupiamo troppo poco.

In questo contesto vogliamo ricordarvi un appuntamento a cui non potete mancare!


Clima impazzito? Cosa facciamo?


Ora della Terra!

27 marzo 2010

20.30 -21.30





domenica 7 marzo 2010

Il global warming non fa più notizia!

Due anni fa, faceva ancora notizia...

Il blocco di ghiaccio, di oltre 2500 kmq ossia pari alla superifice dell'intero Lussemburgo, si stacca dal ghiacciaio antartico Mertz. E' l'esempio della società di consumo in cui viviamo. L'informazione funziona a colpi di scoop e poi si lascia da parte...

Il 26 marzo del 2008 un evento analogo, ma di dimesioni nettamente minori, sorprese gli scienziati inducendoli a divulgare al mondo la notizia in veste catastrofica.

Questo iceberg è ben più grande di quello di cui si parlò nel 2008 per l'Anno Polare, ma allora, i media erano a caccia di notizie da prima pagina. Adesso il global warming sembra non essere più di moda...

Oggi tutto scivola nel dimenticatoio ma la realtà del clima continua ad allertarci!

Le reazioni violente del Pianeta ci comunicano qualcosa che forse non vogliamo ascoltare...

Fino a quando continueremmo a far finta di niente?

lunedì 7 dicembre 2009

Copenhagen: al via il summit sul clima!


Interrompiamo il viaggio tra i grandi ghiacci della Groenlandia per puntare l'attenzione su un evento molto importante che contribuirà a segnare il futuro di tutti noi: la conferenza sul clima a Copenhagen. Le organizzazioni per la difesa del Pianeta sono in allerta per seguire passo a passo le decisioni che verranno prese dai grandi della Terra.

Cosa possiamo fare noi?

Puoi VOTARE per la TERRA!!!

Per saperne di più e compilare il modulo clicca qui!

Puo anche guardare l'appello di Lillo&Greg!

Non aspettare!

Vota per la Terra anche tu!

mercoledì 14 ottobre 2009

Stand Up!

Interrompiamo per qualche istante il viaggio tra i ghiacci della Groenlandia, per segnalare un'iniziativa importante per il nostro Pianeta:

Stand Up!
Tutti in piedi e un nodo per ricordare gli impegni presi contro povertà e cambiamenti climatici



Mettersi in piedi, tutti insieme, e fare un 'nodo' come simbolo per ricordare gli impegni presi e l'unione di tutti i Paesi da nord a sud. E' il senso dello 'Stand up' 2009, dal 16 al 18 ottobre 2009 che punta l’attenzione sull’estrema povertà e sui cambiamenti climatici, tematiche che fanno parte degli obiettivi del millennio. Stand Up è promosso dalle Nazioni Unite, dalla Caritas Italiana, dalla Uisp (Unione sport per tutti) e dal Wwf, con il patrocinio del Coni e della Rai.


Per saperne di più

http://www.standupitalia.it/