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giovedì 22 luglio 2010

Un'estate al mare, ma....



...il mare è in pericolo,
lo salvi chi può!


Questo il motto della campagna estiva del WWF per salvare il Mediterraneo ma anche l'intero pianeta blu. Tanti, infatti, sono i problemi collegati all'attivatà umana che stanno mettendo a rischio la salute di una parte così preziosa del nostro Pianeta.


Dal sito del WWF ecco l'elenco dei maggiori pericoli che minacciano la salute di mari e oceani:

Intensa attività di pesca
La pesca è diventata insostenibile. Due terzi degli stock ittici del nostro pianeta vengono sfruttati a una velocità maggiore della loro capacità di rigenerarsi.

Bycatch
Oltre alle specie di elevato valore commerciale, che ritroviamo sui banconi della pescheria, gli attrezzi da pesca catturano anche altre specie, molte delle quali non rappresentano un guadagno per i pescatori e vengono rigettate in mare come scarto. Sfortunatamente questi esemplari di solito muoiono. Si chiama “bycatch”, pesca accidentale. E fa strage di cetacei, tartarughe, squali.


Pesca fantasma
Il mare è sfruttato al limite delle sue possibilità e la pesca fantasma, quella provocata dalle attrezzature abbandonate o disperse, continua a pescare e uccidere senza che ciò sia neanche a beneficio dei pescatori. Reti, nasse, tramagli, diventano una trappola mortale per le numerose creature che vi restano impigliate. La quantità di questi materiali è stimata intorno alle 640 tonnellate, ovvero il 10% del totale dei rifiuti marini, un problema a cui finora non si è riuscito a porre rimedio.

Plastica
Il mare è sempre stato considerato come la pattumiera più comoda, lontano dagli occhi e dal senso di responsabilità. Gli effetti di queste barbarie sono visibili sotto i Molte tartarughe marine ingoiano per sbaglio buste di plastica e muoioni soffocate.


Petrolio

Oggi il Golfo del Messico è il disastro più recente ed oggi quello più tristemente noto. Dal 1955 nel Mediterraneo si sono verificati oltre 1.300 incidenti di navi petroliere. Al largo delle coste italiane vengono trasportate circa 100.000 tonnellate di greggio (come ha denunciato il WWF già nel 2002).

Quindi...
Il mare è in pericolo, lo salvi chi può!
E chi può salvarlo sei tu!


Oltre a semplici gesti che ognuno di noi può fare mentre si gode la bellezza del mare durante una vacanza, possiamo dare una mano agli amici del WWF che si battono da anni per la tutela degli oceani, fondamentale patrimonio dell'umanità: aderire alle loro campagne, promuoverle, diventare soci, aiutarli a ripulire le spiagge, fare una donazione...

Tutelare il mare
è una reponsabilità di tutti!



venerdì 19 marzo 2010

Clima impazzito? Cosa facciamo?

Da dove vengono i nomi delle tempeste?

Sappiamo tutti che tempeste, tornadi, cicloni hanno dei nomi, a volte femminili, altri maschili. Caterina, Xynthia, Hanna, Gustav, Ike, ecc...
Nomi dolci per fenomeni terrificanti.

Chi da il nome? Gli scienziati? No.


Chiunque, in teoria, potrebbe voler battezzare un fenomeno climatico devastante con il nome del proprio amore, del proprio figlio/a.

A qualche condizione...


Sembra che l'idea sia venuta ad una raggazza iscritta all'Università di Berlino nel 1954.

Dopo identificazione a base di numeri e sigle, propose all'Istituto di Meteorologia della sua Università di dare un nome proprio a questi terribili fenomeni metereologici.


Da allora il “diritto” di dare un nome spetta all’Istituto, che dal 2002 consente a tutti di sceglierne uno, come scrive il sito online slate.fr. Chiunque può, prima che arrivi la tempesta o anche dopo se non ha ancora nome, decidere di "adottarla" e di battezzarla.


Resti lasciati dall'uragano Xynthia in Francia

La procedura da seguire è esaminare l'elenco delle tempeste, vedere se ce ne sono di "libere", scegliere un nome in base a determinati criteri, pagare l'importo corrispondente (199 euro per una depressione, di più per un anticiclone). Alcune adozioni finiscono pure su eBay.

Due le restrizioni: per le tempeste, il genere maschile e femminile si alternano tra anno pari o dispari; le depressioni, invece, hanno sempre nomi femminili. Ogni anno la prima tempesta comincia con una A e, procedendo in ordine alfabetico, arrivati alla Z si riparte.

Curioso, vero?

Usanze simpatiche a parte, ciò che sta succedendo al nostro Pianeta ultimamente è un fenomeno davvero preoccupante.

Alluvione a Madera - Portogallo

I terremoti, gli uragani, le tempeste ci sono sempre stati, fanno parte della storia dell'umanità, ma non si sono mai verificati con tale violenza, con tanta intensità e ripetitività.

Il cambiamento del clima diventa veloce, incontrollabile e noi ce ne preccupiamo troppo poco.

In questo contesto vogliamo ricordarvi un appuntamento a cui non potete mancare!


Clima impazzito? Cosa facciamo?


Ora della Terra!

27 marzo 2010

20.30 -21.30





lunedì 7 dicembre 2009

Copenhagen: al via il summit sul clima!


Interrompiamo il viaggio tra i grandi ghiacci della Groenlandia per puntare l'attenzione su un evento molto importante che contribuirà a segnare il futuro di tutti noi: la conferenza sul clima a Copenhagen. Le organizzazioni per la difesa del Pianeta sono in allerta per seguire passo a passo le decisioni che verranno prese dai grandi della Terra.

Cosa possiamo fare noi?

Puoi VOTARE per la TERRA!!!

Per saperne di più e compilare il modulo clicca qui!

Puo anche guardare l'appello di Lillo&Greg!

Non aspettare!

Vota per la Terra anche tu!

lunedì 26 ottobre 2009

La Giornata Internazionale di Azione per il Clima

iniziativa 350 nelle Filippine
www.350.org

Ha anticipato il grande appuntamento di Copenaghen di Dicembre la Giornata Internazionale di Azione per il Clima svoltasi il 24 ottobre scorso.

La Conferenza mondiale sul clima di Copenaghen si prepara attivamente. La Giornata Internazionale di azioni di lotta per il clima ha coinvolto più di 180 Paesi per dimostrare ai governanti che il clima è affare di tutti. Non è una prerogativa dei governi o solamente di scienziati e ricercatori.

iniziativa 350 a Copenaghen www.350.org

La Giornata ha dimostrato un elevato livello di coscienza con quella che sembra essere stata la “più importante giornata di mobilitazione ambientale nella storia del pianeta” ha scritto Giuseppe Iasparra per la rete 350.org. L’opinione pubblica, altamente sensibilizzata, chiede la riduzione drastica del CO2 nell’aria che respiriamo.

iniziativa 350 a Sydney www.350.org

Il Climate Action Day ha visto circa 5.000 eventi in tutto il mondo. Molte le associazioni ed organizzazioni coinvolte. Non è più ora di tergiversare.

iniziativa 350 a Venezia www.350.org

Cosa significa il numero 350?

Dal sito 350.org:
La campagna 350.org, lanciata da Bill McKibben, tra i primi ad aver pubblicato un libro sul surriscaldamento globale, ha finora realizzato 4641 azioni in 177 Stati.
350.org è un'iniziativa lanciata nel marzo del 2008 da Bill McKibben e da un gruppo di giovani attivisti che si occuparono nel 2007 della campagna Step It Up. 350.org ha come obiettivo la creazione di un trattato climatico globale equo, che punti a ridurre l’anidride carbonica al di sotto di 350 parti per milione.

Il numero 350 indica infatti il valore di anidride carbonica, misurato in ppm - parti per milione,- che gli scienziati indicano come limite massimo tollerabile per la nostra atmosfera al fine di evitare un cambio climatico incontrollato.

Vuoi dare il tuo contributo?
Ecco le
10 cose che puoi fare
per fermare i cambiamenti climatici:

1. Scegliere un mezzo di trasporto eco-sostenibile per circolare in città (a piedi, in bici o mezzi pubblici)

2. Mangiare meglio; cibo biologico e locale

3. Far sentire la tua voce ai giornali e seguire le notizie sull'andamento del clima

4. Staccare le spine degli apparecchi domestici quando non vengono utilizzati

5. Acquistare meno cose

6. Riciclare e, laddove non è possibile, chiedere ai propri amministratori di istituire la Raccolta Differenziata.

7. Usare lampadine a risparmio energetico

8. Comprare "verde" (eco-sostenibile), per dare un segnale ai produttori

9. Diventare una città di transizione

10. Eleggere i "campioni del clima" come amministratori locali



Il WWF lancia in Italia una vasta campagna “Un Voto per la Terra - Vote Earth”.
Tutti sono invitati a dare il loro voto alla Terra con un messaggio destinato ai leader del mondo. La finalità è l’approvazione alla Conferenza Mondiale di Copenaghen un vero accordo che rispetti la Terra e i suoi abitanti e che sia vincolante per il clima.

''Siamo in un momento delicato, nel quale i capi di Stato e di Governo mondiali rischiano di 'perdere la testa' di fronte alle difficoltà del negoziato che riprenderà il 2 novembre a Barcellona: solo l'onda della volontà e della mobilitazione di milioni di persone può costringere i nostri politici ad essere veri leader e affrontare la più grave minaccia che la civiltà umana abbia mai avuto di fronte'', ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile del Programma Clima ed Energia del WWF Italia.



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