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lunedì 5 aprile 2010

Aumenta il rischio di estinzione di molti animali, l’orso bianco e la foca nelle zone Artiche



Orso polare - Spitzberg


A Doha, capitale del Qatar, si è tenuta alla fine del mese di marzo, la Conferenza sulle specie animali minacciate dal commercio internazionale. Trattasi di una conferenza mondiale sugli animali che rischiano di scomparire dal Pianeta per essere principalmente oggetto di business. Non è la prima volta che se ne parla, lo sanno tutti, le istituzioni internazionali, i governi e i cittadini, ma le misure prese sono assolutamente insufficienti.

Tra gli animali in pericolo: l'orso polare e la foca.



cucciolo di foca - Spizberg

Durante la conferenza si è lavorato sul futuro di varie specie in pericolo a causa del commercio, da un lato (ad esempio quello dell’avorio che mette a rischio gli elefanti) dei cambiamenti climatici, dall’altro e, infine, dell’inquinamento.


In un articolo pubblicato su Repubblica del 21 marzo scorso, Carlo Ciavoni scrive:

"Stando ai dati della lista rossa dell'IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) l'orso polare è considerato globalmente vulnerabile (cioè il 3° livello di minaccia su 5). La popolazione complessiva è di 20-25.000 individui, ma si prevede che nei prossimi 40-50 anni ci sarà un crollo tra il 30 e il 50%."

"All'origine - dice Piero Genovesi, ricercatore dell'Ispra, l'ente pubblico per la ricerca ambientale - c'è essenzialmente la costante riduzione della calotta polare, che si prevede possa scomparire nei prossimi 100 anni"(…). "Ma c'è anche l'inquinamento - ha aggiunto Genovesi, che è anche vice presidente dell'Associazione Internazionale di Ricerca e Conservazione degli Orsi - a minacciare questa specie che, essendo alla sommità della catena alimentare, mostra da tempo i segni dell'accumulo dei fattori inquinanti."


Non basta - ha detto ancora il ricercatore - lo scioglimento dei ghiacci sta di fatto riaprendo rotte commerciali navigabili nel Nord, che potranno avere effetti disastrosi sulla vita degli orsi, distruggendo ancora di più la calotta di ghiaccio, dove gli animali si muovono. Tutto questo sta inoltre aumentando le occasioni di incontro dell'uomo con gli orsi, obbligati a trascorrere più tempo sulla terraferma".

orso polare alla ricerca di cibo - Spizberg


Il Canada si è opposto alla proibizione della caccia agli orsi polari. Una quota di caccia è autorizzata per i Nativi, Inuit che vivono nel Nunavik, territorio indipendente, e che utilizzano il prodotto della caccia per la loro sussistenza. Gli Inuit sanno quando si può cacciare, quale animale può essere ucciso e cacciano solo la quantità necessaria alla vita della comunità. La caccia è un atto serio e responsabile che va compiuto con rispetto per la vita. Le cerimonie che precedono la caccia sono celebrate per consolidare l’unità del gruppo dei cacciatori, rafforzare lo spirito e l’interesse comune, ricordare che l’animale è sacro e va ucciso correttamente, rispettando e ringraziando per il dono della vita che egli fa alla comunità umana.


zampa di orso polare - Spizberg museo Ny-Alesund


Purtroppo, però, molte licenze sono date a società di caccia, ad individui senza scrupoli che vengono a cacciare l’orso per sport. Credono forse di affermare valore e coraggio, ma quando si conosce il tipo di armamentario altamente sofisticato che permette di abbattere un orso senza il minimo pericolo, non si può certo parlare di coraggio, ma piuttosto di vigliaccheria. Un’uccisione gratuita ed inutile, un gesto vile ed irresponsabile.

Lo è anche il commercio delle pellicce degli animali uccisi e degli oggetti confezionati per i turisti, inconsapevoli e irresponsabili che partecipano così al mantenimento dell’industria della caccia all’orso e alle foche.


Spizberg

Anche l’inquinamento è responsabile della possibile estinzione dell’orso bianco e delle foche, come spiega bene Pietro Genovesi.


Risulta estremamente difficile intravedere una foca. Sono molto impaurite dagli attegiamenti ostili dell'essere umano

L’aumento di certe sostanze chimiche nelle acque dell’Artico sta portando delle trasformazioni gravi anche a livello della riproduzione. L’aumento dell'infertilità di certe specie animali si sta ormai verificando anche a livello umano. Studi fatti da associazioni di Nativi dei popoli del Circolo Polare Artico hanno allertato l’opinione pubblica mondiale sulla riduzione delle nascite a causa dell’inquinamento. L’alimentazione di questi popoli dipende dalla pesca e dalla caccia in quelle zone, quindi…

Molti studi sono in corso per conoscere lo stato di salute degli orsi polari, le loro abitudini, i loro spostamenti, gli accoppiamenti, le nascite e la soppravivenza dei piccoli.



Cattura orso polare per mettergli una trasmittente e procedere ai controlli di salute - Spizberg museo Ny-Alesund

Il Canada, ancora una volta al centro delle polemiche per il rifiuto di mettere un termine al massacro delle piccole foche, si è visto costretto quest’anno a sospendere i permessi di caccia a causa della moria dei cuccioli. La causa? Si sta ancora studiando, ma sembra che il riscaldamento globale ne sia la ragione principale. Le lastre di ghiaccio sono troppo sottili, i piccoli scivolano troppo presto in acqua e sono facile bottino dei loro predatori naturali.


Spizberg

Il mondo continua a chiudersi gli occhi, le orecchie e la bocca. La non curanza e l’indifferenza fanno accelerare il processo di estinzione. Vogliamo poter vedere gli orsi polari solo nei musei? E' quello che vedranno i nostri figli domani: orsi polari imbalsamati...



Spizberg museo di Barentsburg

Svegliamoci! Impariamo dai musei, certamente, ma per salvare la vita!


Spizberg museo Ny-Alesund


Non è più bello poter osservare questa famiglia di orsi polari liberi nello Spitzberg? Lì la caccia è proibita, ma il riscaldamento climatico costringe questi stupendi animali a cercare disperatamente da mangiare. Con la mancanza di ghiaccio, scompaiono le foche. Gli orsi polari non riescono a sopravvivere nutrendosi solo con uova di uccelli! Alcuni muiono di fame, altri affogano perchè il ghiaccio non c'è e devono nuotare senza poter fermarsi tra un isolotto di ghiaccio e l'altro.

Tutto è equilibrio nella natura, è importante salvaguardarlo.

Spizberg

lunedì 21 settembre 2009

Un incontro ad Uummannaq - 2a parte Un piccolo museo che vale oro!

Se andate un giorno ad Uummannaq, vi consiglio vivamente di visitare il museo. Non è grande, ma magnificamente organizzato.

Il gentile custode del Museo


Il custode, un ometto con degli occhi sfavillanti, vi chiederà inizialmente il pagamento dell'entrata, 20 Kr. Poi, vi osserverà attentamente e con una punta di sospetto. Veglia sui suoi tesori ed ha ragione. Quando avrà la convinzione che siete seriamente interessati e che rispettate attentamente tutto ciò che è esposto, diventerà vostro amico e vi aprirà la porta di altri tesori.


Une rencontre à Uummannaq – 2° partie

Un petit musée très précieux!


Si vous allez un jour à Uummannaq, ce que je vous conseille vivement, allez surtout au musée. Il n’est pas grand mais magnifiquement organisé.


L'interno del Museo di Uummannaq


Le gardien, un petit homme aux yeux pétillants, vous demandera d’abord le paiement de l’entrée, 20 Kr. Puis, il vous observera avec attention et une pointe de suspicion. Il veille sur ses trésors et a bien raison. Quand il aura la conviction que vous êtes sérieusement intéressé et que vous respectez religieusement tout ce qui est exposé, il deviendra votre ami et vous ouvrira la porte d’autres trésors.


All'entrata del museo, potete osservare un'abitazione tradizionale inuit. Contrariamente alla credenza diffusa ed erronea, gli Inuit non edificano igloo. Gli igloo sono costruzioni degli Inuit di alcune regioni del Canada, ma sconosciute in Alaska e molto poco utilizzate, solo forse nel Nord della Groenlandia.


Tenda tipica


Gli Inuit della Groenlandia hanno sempre usato tende in pelle di foca o di tricheco che smontavano e spostavano sulle slitte. In inverno, costruivano capanne in pietra, con pezzi di rocce e torba, con una struttura in osso di balena o in legno.


Ricordiamo che in Groenlandia non ci sono alberi (ad eccezione del Sud) e che il legno è importato dall’estero o raccolto lungo la costa (resti di navi, pezzi di legno galleggianti…).



Patricia apre la porta della tenda

A l’entrée du musée, vous pouvez observer une habitation traditionnelle Inuit. Contrairement à la croyance diffuse et erronée, les Inuits ne construisent pas d’Igloo. Les Igloos sont des constructions des Inuits de certaines régions du Canada mais inconnues en Alaska et très peu utilisées au Nord du Groenland.



Interno della tenda


Les Inuits du Groenland ont toujours monté des tentes en peau de phoque ou de morse qu’ils déplaçaient sur leurs traineaux. En hiver, ils construisaient des cabanes en pierre, morceaux de rochers et tourbe, avec une structure en os de baleine ou en bois.

Rappelons qu’au Groenland il n’y a pas d’arbre (à part quelques exceptions dans le Sud) et que le bois est du bois flottant ou importé.



Casa tradizionale fatta di pietra e torba


La politica danese di raggruppamento delle popolazioni, spesso sparpagliate sul territorio ed abituate al nomadismo, ha rovesciato le abitudini ancestrali. Oggi, i Groenlandesi vivono, per la stragrande maggioranza, in case riunite in villaggi o in piccole città. La sedentarizzazione è stata realizzata gradualmente, dall'inizio della XX secolo. Ma ne riparleremo, perché è un tema molto interessante.



due epoche...


La politique danoise de regroupement des populations souvent éparpillées sur le territoire et habituées au nomadisme, a bouleversé les habitudes ancestrales. Aujourd’hui, les Groenlandais vivent, dans la majorité des cas, dans des maisons concentrées dans des villages. La sédentarisation s’est faite progressivement dés le début du XX° siècle. Mais nous en reparlerons, car c’est un thème très intéressant.



Rifugio costruito dai cacciatori ancora utilizzato oggi


Il museo di Uummannaq presenta in grandi vetrine, perfettamente illuminate e magnificamente spiegate in molte lingue (groenlandese, inglese, francese, tedesco), una serie di oggetti, utensili, attrezzatura di caccia e pesca, antichi abiti tradizionali, riproduzioni di kayak e di oumiak, fotografie, modellini, carte, fotografie e le copie delle mummie di Qilakitsoq…



Arpioni per la caccia alla balena


Le musée d’Uummannaq présente dans de belles vitrines, parfaitement illuminées et magnifiquement illustrées en plusieurs langues (groenlandais, anglais, français, allemand) une série d’objets, d’outils, du matériel de chasse et de pêche, des vêtements traditionnels anciens, des reproductions de kayaks et d’oumiaks, des photos, des maquettes, des cartes, des photos et des copies des momies de Qilakitsoq…





Queste mummie, del XV secolo, sono state trovate in un vecchio campo utilizzato in inverno dai cacciatori e pescatori della zona. Qilakitsoq si trova dell'altra parte del fiordo, sulla penisola di Nuussuaq.




La scoperta fu fatta da due cacciatori, nel 1972. Sono 8 corpi, 6 donne e 2 bambini. Nella buca profonda in cui erano depositate queste persone, accuratamente sistemate e coperte di pelli di foche e di caribù, sono stati rinvenuti anche abiti in pelli e i tradizionali stivali kamiks.



Fotografie nel Museo di Uummannaq


Per gli Inuit, come per la grande maggioranza delle civilizzazioni tradizionali, la morte non era vissuta come la fine della vita, ma come un viaggio da compiere verso un altro luogo e, come qualsiasi viaggio, si preparava secondo rituali precisi e richiedeva di portare con sé il necessario per viaggiare. I corpi, perfettamente conservati grazie al freddo ed al clima molto secco, sono attualmente esposti al Museo Nazionale della Groenlandia, a Nuuk, la capitale.


Ces momies, du XV° siècle, ont été retrouvées dans un ancien camp utilisé en hiver par les chasseurs et pêcheurs de la zone. Qilakitsoq se trouve de l’autre coté du fjord, sur la presqu’ile de Nuussuaq. La découverte fut faite par deux chasseurs, en 1972. Il s’agit de 8 corps de 6 femmes et 2 enfants. Dans le trou profond où étaient déposées ces personnes, soigneusement disposées et recouvertes de peaux de phoques et de caribous, on a trouvé aussi des vêtements en peaux et les traditionnelles bottes kamiks.



kamiks originali nel Museo di Uummannaq


Pour les Inuits, comme pour la grande majorité des civilisations traditionnelles, la mort ne représentait pas la fin de la vie, mais un voyage vers un autre lieu et comme tout voyage, il se préparait selon des rituels précis et en prenant soin de porter avec soi le nécessaire pour voyager.


Les corps, parfaitement conservés grâce au froid et au climat très sec, sont actuellement exposés au Musée National du Groenland, à Nuuk, la capitale.



Foto mummie nel Museo di Uummannaq



Una sala è dedicata alla spedizione realizzata da Alfred Wegener nel 1930 sull'inlandsis (termine di origine svedese generalmente utilizzato per definire la grande distesa di ghiacci che ricopre una vastissima superficie del territorio, in Groenlandia e in Antartide).





Une salle est dédiée à l’incroyable expédition réalisée par Alfred Wegener, en 1930, sur l’inlandsis (terme suédois, généralement reconnu pour définir la grande étendue de glace qui recouvre le territoire du Groenland et de l’Antarctique).


Rimarrete sorpresi dalla fotografia della più grande ed antica ostrica conosciuta fino ad oggi.


Misura 178cm di lunghezza ed ha circa 83 milioni di anni. Viveva quindi all'epoca del Giurassico e del Cretacea. È scomparsa in quest'ultimo periodo, circa 65 milioni di anni orsono. La sua scoperta, nel 1952, fu fatta da una spedizione danese, nella penisola di Nuussuaq, nella zona di Uummannaq. Il nome scientifico del mollusco è Inoceramus (Sphenoceramus) steenstrupi. Si trova attualmente a Copenaghen, al Geologistik Museum.


Fotografia al Museo di Uummannaq



Vous serez surpris de découvrir une photo de la plus grande et ancienne huitre connue jusqu’à aujourd’hui.

Elle mesure 178cm de long et a environ 83 millions d’années. Elle vivait donc à l’époque du Jurassique et du Crétacé. Elle disparait dans cette dernière période, il y a environ 65 millions d’années. Sa découverte, en 1952, revient à une expédition Danoise, dans la Péninsule de Nuussuaq, dans le district d’Uummannaq. Son nom scientifique est Inoceramus (Sphenoceramus) steenstrupi. Elle se trouve actuellement à Copenhague, au Geologistik Museum.


Se volete prendere contatto con il Museo di Uummannaq, ecco l'indirizzo:


Uummannaq Museum

v/ Uummannaq Kommune

Box 26,3961 Uummannaq - Greenland

Tel 00299-95 44 61 - fax 92 21 04





Cartina tratta dalla guida "Explore Greenland"



Si vous voulez prendre contact avec le musée d’Uummannaq, voici l’adresse :


Uummannaq Museum

v/ Uummannaq Kommune

Box 26, 3961 Uummannaq - Groenland

Tel 00299-95 44 61 – Fax 92 21 04



Ma l’incontro preparato da Sila, di cui vi ho parlato nella prima puntata su Uummannaq, deve ancora arrivare…

A presto!


Mais la rencontre préparée par Sila dont je vous ai parlé dans le premier chapitre sur Uummannaq, doit encore arriver…

A bientôt !