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giovedì 27 agosto 2009

Un incontro ad Uummannaq - 1° parte


Alcuni incontri sono senza dubbio voluti dal Destino. Nel mio caso, oserei dire che probabilmente questo è stato progettato da Sila, la Dea del Clima, della Coscienza e dell'Universo tra gli Inuit.

Da Sila tutto dipende: il successo o il fallimento della caccia o della pesca, la sazietà o la carestia, gli incontri e le alleanze, la vita o la morte.
Sila mi attendeva ad Uummannaq, ma io non lo sapevo ancora…

Une rencontre à Uummannaq – 1ère partie
Certaines rencontres sont sans aucun doute voulues par le Destin. Dans mon cas, j’oserais dire qu’elle a probablement était planifiée par Sila, la Déesse du Climat, de la Conscience et de l’Univers chez les Inuit.

De Sila tout dépend : le succès ou la faillite de la chasse ou de la pêche, la satiété ou la famine, les rencontres et les alliances, la vie ou la mort.
Sila m’attendait à Uummannaq mais je ne le savais pas encore…

Museo di Ummannaq


Sono al timone da questa mattina. L’ho monopolizzato e ne sono molto fiera. Le mie mani sono congelate, ma per nulla al mondo lascerei il timone per andare a prendere l'altro paio di guanti che si trova nella mia cuccetta!

Ho conservato un'attenzione estrema per tutto il giorno, sgranocchiando con una mano ciò che gli amici mi passavano al timone, bevendo quell’eccellente tinto, vino rosso argentino capace di riscaldare le budella! A tutte le proposte di sostituirmi, ho rifiutato. Sono al settimo cielo!


Je suis à la barre depuis ce matin. Je l’ai monopolisée et j’en suis très fière. Mes mains sont gelées, mais pour rien au monde je ne lâcherais la barre pour aller chercher l’autre paire de gants qui est sur ma couchette !

J’ai gardée une attention extrême toute la journée, grignotant d’une main ce que les amis me passaient à la barre, buvant cet excellent tinto, vin rouge argentin capable de réchauffer les entrailles. A toutes les propositions de me remplacer, j’ai refusée. Je suis aux anges !
Navigare tra iceberg giganteschi, dalle forme che solo la fantasia di ciascuno riconosce nel proprio immaginario, possiede qualcosa di irreale, di magico. Facendo girare il timone da un lato poi dall'altro, sento il veliero che scivola tra quei mostri dalle configurazioni multiple. Le mie labbra sono serrate, non per il freddo, ma per lo stato di vigilanza. Il capitano è, “dopo Dio, unico padrone a bordo”, secondo la tradizione della gente di mare. Non sono capitano, ma il timone tra le mie mani, su questo mare infido, nel mezzo di questi colossi di ghiaccio, fa crescere una sottile eccitazione ed aumentare il mio senso di responsabilità. Una felicità sublime mi riempie allora.

Naviguer entre des icebergs gigantesques, aux formes que seule la fantaisie de chacun reconnaît dans son propre imaginaire, a quelque chose d’irréel, de magique. Faisant tourner la barre d’un coté puis de l’autre, je sens le voilier qui se glisse entre ces monstres aux multiples configurations. Mes lèvres sont collées, non par le froid, mais par l’état de vigilance. Le capitaine est, « après Dieu, seul maitre à bord », selon la tradition des gens de la mer. Je ne suis pas capitaine, mais la barre entre mes mains, sur cette mer inconstante, au milieu de ces colosses de glace, fait croître une subtile excitation et augmenter mon sens de responsabilité. Un bonheur ineffable me comble.


Alain, il nostro skipper, mi dà la direzione da seguire, suggerisce un passaggio più sicuro tra i giganti di ghiaccio, controlla le carte di navigazione poco attendibili sul suo computer di bordo ed i suoi strumenti. Alcuni non sono del tutto affidabili. Uno, in particolare è una sonda di profondità e ci crea spesso delle angosce. 80 metri, 60, 45, 30, 15!!!! occorre tagliare i gas, subito! Si rischia di toccare! Poi, il contatore sembra risalire, ma lo skipper non si fida completamente del suo macchinino. Interferenza del magnetismo terrestre? I fondali marini in queste regioni sono irregolari e poco o male documentati. Navigando, Alain completa o modifica le informazioni sulle carte. Questo rilevamento servirà ad altri e, forse, eviterà incidenti.

Alain lo skipper al computer con Lucien


Alain, notre skipper, me donne le cap à suivre, suggère un passage plus sûr entre les géants de glace, contrôle les cartes de navigation très incertaines sur son ordi de bord et ses instruments. Certains ne sont guère fiables. Un, en particulier est une sonde de profondeur et nous donnent des angoisses. 80 mètres, 60, 45, 30, 15 !!!! il faut couper les gaz, vite ! On risque de toucher ! Puis le compteur semble remonter, mais le skipper n’est pas très sûr de son appareil. Interférence du magnétisme terrestre ? Les fonds marins dans ces régions sont irréguliers et peu ou mal documentés. En naviguant, il complète ou modifie les informations sur les cartes. Ce relevé servira à d’autres et, peut être, évitera des accidents.




Provo ad avere occhi ovunque, ma non sono da sola. Su una barca, tutti sono interdipendenti e corresponsabili. Alla prua, c’è sempre qualcuno che urla “attenzione, ghiaccio a babordo!”, “attenzione, ghiaccio a tribordo!” ed un altro nel mezzo che ripete l'informazione poiché il vento, il rumore delle onde impediscono di sentire chiaramente e non si ha diritto all'errore!


I pezzi di ghiaccio, frammenti di iceberg, più o meno imponenti, kassut, di cui la parte più grande è spesso sommersa, sono vere trappole poiché possono urtare violentemente lo scafo, danneggiarlo ed anche bucarlo. Le conseguenze sarebbero in questo caso drammatiche…

J’essaie d’avoir des yeux partout, mais je ne suis pas seule. Tous sur un bateau sont solidaires et coresponsables. A la proue, il y en a toujours un qui hurle « attention, glaçon à bâbord ! », « attention, glaçon à tribord ! » et un autre au milieu qui répète l’information car le vent, le bruit des vagues empêchent d’entendre clairement et on a pas droit à l’erreur !



Les glaçons, des morceaux d’icebergs, plus ou moins imposants, kassut, dont la partie la plus grosse est souvent immergée, sont de véritables pièges car ils peuvent heurter violemment la coque, l’abimer et même la percer. Les conséquences seraient dans ce cas dramatiques…

I miei occhiali mi proteggono dai raggi nocivi che, sul ghiaccio o sul mare, possono causare gravi problemi, fino alla cecità. Il mio cappuccio sotto la mia chapka imprigiona le mie orecchie che non sento più. I muscoli delle mie gambe sono tesi all'estremo poiché mi irrigidisco e mi drizzo sulla punta dei piedi a controllare meglio il mare di Baffin, disseminato di ghiacci fluttuanti.

Quanta felicità! Nonostante il freddo, ho anche dimenticato ogni necessità fisiologica…

Mes lunettes me protègent des rayons nocifs qui sur la glace ou la mer peuvent causer de graves problèmes, jusqu’à la cécité. Ma cagoule sous ma chapka emprisonne mes oreilles que je ne sens plus. Les muscles de mes jambes sont tendus à l’extrême car je me raidis et me tends sur la pointe des pieds pour mieux contrôler la mer de Bafin, parsemée de glaces flottantes.

Quel bonheur ! Malgré le froid, j’en ai même oublié tout besoin physiologique…



L'eccitazione di guidare questo veliero nel cuore di un oceano smaltato di diamanti bianchi con mille aspetti blu turchesi m’incanta.


Gli parlo. Chiedo all'oceano il permesso di transitare. Riprendo alcune pratiche sciamaniche. Sulla terra o sul mare, nel ventre della terra o sotto le acque, che sia vestita col suo abito liquido o immobile sotto il suo mantello di ghiaccio, la Pachamama delle Ande, la Terra - Madre di tutti i continenti - merita attenzione e protezione. Può aiutare o distruggere. Gli Inuit ne sono ben coscienti, come tutti i popoli la cui vita e sopravvivenza dipendono da una relazione costruita sulla base di uno scambio equo e rispettoso tra loro e la Natura.

Gli abitanti della Groenlandia hanno comunicato durante secoli tramite il loro sciamano, angakok, con gli spiriti e le divinità. L'intrusione della religione dei Bianchi non ha completamente sradicato queste pratiche ancestrali.

L’excitation de guider ce voilier au cœur d’un océan émaillé de diamants blancs aux milles facettes bleu turquoise me fascine.


Je lui parle. Je demande à l’océan la permission de passer. Je reprends certaines pratiques chamaniques. Sur terre ou sur mer, dans le ventre de la terre ou sous les eaux, qu’elle soit dans sa robe liquide ou figée dans sa cape de glace, la Pachamama des Andes, la Terre-Mère de tous les continents mérite attention et protection. Elle peut aider ou détruire. Les Inuits en sont conscients, comme le savent tous les peuples dont la vie et la survie dépendent d’un rapport construit sur la base d’un échange équitable et respectueux entre eux et la Nature.

Les habitants du Groenland ont communiqué pendant des siècles par l’intermédiaire de leur chaman, angakok, avec les esprits et les divinités. L’intrusion de la religion des Blancs n’a pas complètement éradiqué ces pratiques ancestrales.



Arriviamo vicino al villaggio di Qaarsut, ai piedi di una pista strappata al fianco della montagna per farne il minuscolo aeroporto che serve Uummannaq alcuni mesi durante l'anno, due giorni alla settimana. L'elicottero permette di andare in 40 minuti ad Ilulissat e in 2 ore a Kangerlussuaq. L'Espresso costiero vi passa da metà giugno a metà agosto, una volta alla settimana.



Un dorso blu nero e luccicante, una balena. Una balena con la gobba, dal suo vero nome megattera. Il mare è immobile e lei caccia, tranquilla.

Di tanto in tanto, si tuffa e la sua coda con scalfiture singolari che l’identificano tra tutte sue congeneri in quanto essere unico, si raddrizza maestosa sul fondo del fiordo che rosseggia.



Infine, dinanzi a noi si erge il dente splendido che predomina il paesaggio, Hjertefjeldet, a 1175 metri d'altitudine. Uummannaq è un'isola di 12 km2. 2800 persone ci vivono, disperse in 7 villaggi.

Nous arrivons près du village de Qaarsut, au pied d’une piste arrachée au flanc de la montagne pour en faire le minuscule aéroport qui dessert Uummannaq quelques mois durant l’année, deux jours par semaine. L’hélicoptère permet d’aller en 40 mn à Ilulissat et en 2 heures à Kangerlussuaq. L’Express côtier y passe de mi-juin à mi août, une fois par semaine.



Un dos bleu noir et luisant, une baleine. Une baleine à bosse, de son vrai nom mégaptère. La mer est d’huile et elle chasse tranquille. De temps à autre, elle plonge et sa queue aux échancrures singulières qui l’identifient entre toutes ses congénères come un être unique, se dresse majestueuse sur le fond du fjord rougeoyant.



Enfin, devant nous se dresse la magnifique dent qui domine le paysage, Hjertefjeldet, à 1175 mètres d’altitude. Uummannaq est une ile de 12 km2. 2800 personnes y vivent, dispersées en 7 villages.


Un piccolo porto ripara pescherecci di tutte le dimensioni: dalla barca moderna ed attrezzata, a semplici barche a motore che hanno sostituito il kayak ed l’oumiak (grandi barche utilizzate dalle donne per il trasporto degli accampamenti ed, a volte, dai cacciatori come baleniere).


Il piccolo porto di Ummannaq e l'isolotto dei cani


E’ il 7 luglio 2009. Dopo un giorno di navigazione tra i giganti bianchi, grandiosi iceberg generati dal ghiacciaio Qarajaq, alla deriva secondo i capricci di Sila, in mezzo a strati di nebbie e scosso da un tempaccio discontinuo, il nostro veliero Kotick, raggiunge il fiordo di Uummannaq. Il mare è calmo, sempre cosparso da frantumi di ghiaccio da evitare.

Un petit port abrite des bateaux de pêche de toutes les tailles, depuis quelques embarcations bien équipées aux canots à moteur qui ont remplacé le kayak et l’oumiak (les grosses barques utilisées par les femmes pour le transport des campements et, parfois, par les chasseurs comme baleinières).


Sopra, un kayak; Sotto, nella vetrina del Museo di Ummannaq, una riproduzione del Oumiak


Nous sommes le 7 juillet 2009. Après une journée de navigation entre les géants blancs, icebergs grandioses issus du glacier Qarajaq, dérivants à l’aveuglette selon les caprices de Sila, au milieu de nappes de brumes et secoué par un grain discontinu, notre voilier Kotick, atteint le fjord d’Uummannaq. La mer est calme, toujours parsemée de glaçons à éviter.

Per rientrare nel porto ed effettuare le manovre di ancoraggio, restituisco il timone allo skipper. Sono le 23.30. Il cielo è chiaro. Una luce dorata si estende sensuale sul villaggio avvolgendo con le sue carezze le casette colorate.

Alcune coppie passeggiano a braccetto, dei bambini giocano a pallone, i cani assopiti sulla loro roccia di fronte al porto, un'isola soltanto per loro, osservano distrattamente gli umani agitarsi. Indifferenti tavole di ghiaccio proseguono il loro cammino, alcuni pezzi spinti dalla corrente, si incastrano tra due barche.


Pour rentrer dans le port et effectuer les manœuvres du mouillage, je rends la barre au skipper. Il est 23.30. Le ciel est clair. Une lumière dorée s’étend sensuelle sur le village enveloppant de ses caresses les petites maisons de couleur.

Des couples se baladent bras dessus bras dessous, des enfants jouent au ballon, les chiens assoupis sur leur rocher face au port, une ile seulement pour eux, regardent distraitement les humains s’agiter. Des glaçons indifférents poursuivent leur cheminement, certains poussés par le courant, s’encastrent entre deux embarcations.


La notte che non c’è, comincia sotto il sole di mezzanotte…

La nuit qui n’en est pas une, commence sous le soleil de minuit…


Ma l’incontro che mi ha accuratamente preparato la Dea Sila avrà luogo il giorno dopo.
Siete curiosi, non è vero?
Ve lo racconterò nel prossimo capitolo.

A presto!


Mais la rencontre que m’a soigneusement préparée la déesse Sila se vérifiera le lendemain.
Vous êtes curieux, n’est-ce pas ? Je vous le raconterai dans le prochain chapitre.
A bientôt !







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